La sacralità della Memoria

di Beatrice Emili.

Il 26 gennaio il nostro Istituto ha voluto celebrare il Giorno della Memoria a Perugia, nella cornice austera e solenne dell’Aula Magna dell’Università, dove nella mattinata si è tenuta la commemorazione “A 80 anni dalle leggi razziali”. Dopo i saluti delle istituzioni regionali e del Magnifico Rettore, prof. Franco Moriconi, si sono succeduti gli interventi di 5 istituti scolastici umbri: il Liceo scientifico “G.Galilei” di Perugia; il Liceo scientifico “G.Alessi” di Perugia; la scuola secondaria di primo grado “G.Pascoli” di Perugia; l’Istituto di Istruzione superiore Cavour-Marconi-Pascal, ancora di Perugia e, unica scuola fuori dalla città di Perugia, il nostro Alberghiero. Ha coordinato l’incontro il prof. Mario Tosti, Presidente dell’Isuc, il prestigioso Istituto storico con cui la nostra scuola ha già avviato diverse collaborazioni. Ogni Istituto ha presentato il proprio lavoro sul tema della memoria: narrazione di storie, drammatizzazioni, relazioni di storia locale in lingua inglese. La nostra scuola è stata rappresentata dalla classe V A Commerciale, che ha presentato il frutto di una ricerca effettuata presso l’Archivio di Stato di Spoleto e durata due mesi, sotto la guida della prof.ssa Annapaola Tagliavento; a essa hanno anche contribuito una ex insegnante dell’istituto, prof.ssa Paola Cimarelli e Lucia Beatrice Spera. I ragazzi hanno rievocato la bella storia di Nice Formiggini, ebrea vissuta a Spoleto negli anni del fascismo, con grande espressività e coinvolgimento. La narrazione è stata accompagnata da immagini video e dalla musica del clarinetto di Martina Piccioni, alunna della classe V A enogastronomico, la quale ha intonato i brani “The sound of silence” di Simon e Garfunkel e “La vita è bella” di Nicola Piovani, le cui note hanno reso le parole più evocative e penetranti. Il tutto è stato filmato e fotografato dal nostro tecnico, Reginaldo Sorcini.  Erano presenti, oltre alla prof.ssa Tagliavento, anche le insegnanti che per due mesi hanno frequentato il corso di formazione presso l’Archivio di Stato di Perugia sul tema delle leggi razziali, promosso dall’Isuc: Emanuela Valentini, Beatrice Emili, Roberta Orazi, Daniela Guerrini, Simona del Bello.  Al termine del corso, esse hanno congiuntamente realizzato un piccolo saggio sulla comunità ebraica a Spoleto e sugli effetti che la legislazione antisemita del 1938 ha prodotto sui suoi componenti. Attraverso l’analisi di documenti d’Archivio, ciascuna ha ricostruito la storia di un personaggio di quella comunità e tutto è confluito nel volume curato dall’Isuc “A 80 anni dalle leggi razziali”, presentato in questa occasione e già disponibile nella Biblioteca d’Istituto.

E’ stato un appuntamento importante, sia per ciò che questa data rappresenta, sia perché quest’anno l’anniversario degli 80 anni delle leggi razziali si incrocia con un altro altrettanto importante, i 70 anni dell’entrata in vigore della Costituzione italiana: i nostri Padri costituenti sono anche coloro che hanno combattuto il nazifascismo.  Alla luce di ciò la memoria assume un significato più profondo, diventa più che mai un dovere coinvolgere i giovani, affinché il ricordo di quella pagina buia si tramandi e ammonisca sull’orrore e sull’insensatezza del male. Pazienza se queste giornate sfocino un pò nel retorico, è un rischio che si deve correre, ma non c’è niente di retorico  nel ribadire il valore sacro della memoria. Essa può essere, come ha affermato Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, all’indomani della sua nomina da parte del Presidente Mattarella a senatrice a vita, “l’unico vaccino contro il razzismo e l’intolleranza”. E, visti i tempi in cui viviamo, spesso attraversati da segnali inquietanti, è doveroso per la scuola iniettare questo vaccino alle giovani generazioni.

 

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