Lavorare tra le “stelle” (ex studenti raccontano)

di Ion Chelici.

In due anni a “Nostrano” ristorante di Stefano Ciotti (1 stella Michelin) a Pesaro, sono diventato secondo responsabile di Sala. E’ un’esperienza magnifica che mi permette di conoscere molte persone influenti nel mondo dell’alta ristorazione e non solo.

A “Nostrano” è richiesta una grande professionalità e umiltà, doti che ho acquisito al Istituto Alberghiero “G. De Carolis” di Spoleto, grazie ai professori sempre disponibili e pronti a svelare tutti i segreti di questo mestiere, solo all’apparenza semplice.

Essere un buon cameriere necessità di molta pazienza e tempo da sacrificare, in primis si ha a che fare con una clientela molto varia, ognuno ha le proprie esigenze. C’è chi magari quel determinato giorno ha avuto una giornataccia ed è molto scontroso, è nostro compito rendere esperienza del mangiare unica, far si che si alzi da tavola col sorriso e ringrazi per l’ottimo servizio.

Magari se una bottiglia di vino non piace, bisogna sempre porsi con il sorriso e con la terminologia adatta per capirne il motivo.

Un cameriere deve padroneggiare diverse lingue straniere, utilizzare termini specifici: i professori dell’albeghiero ti aiutano ad acquisire gli strumenti indispensabili per gestire la comunicazione in vari contesti.

Se sono arrivato a questo punto lo devo in gran parte all’istituto di Spoleto che ha saputo formarmi e prepararmi al mondo del lavoro: mi ha permesso di uscire da un ambiente protetto, quale è la scuola, ed essere pronto ad affrontare il mondo del lavoro, il nuovo e di avere un orizzonte ampio.

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