- IPSEOASC "G. De Carolis" - http://www.alberghierospoleto.it/WP -

Regolamento Istituto

ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’ENOGASTRONOMIA, L’OSPITALITA’ ALBERGHIERA

E PER I SERVIZI COMMERCIALI PER IL TURISMO – SPOLETO

 

REGOLAMENTO INTERNO D’ISTITUTO

Il presente regolamento è stato prodotto da una commissione paritetica, formata dai rappresentanti degli studenti, dei genitori, del personale docente e direttivo e del personale ATA.

La finalità del regolamento è quella di rendere praticabili i principi stabiliti dallo “Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”. Il regolamento è parte integrante del Piano di Offerta Formativo (POF).

 

Il regolamento si articola in sei titoli:

  1. I PRINCIPI
  2. GLI ORGANISMI STUDENTESCHI E DEI GENITORI
  3. ORARI E COMPORTAMENTI
  4. GLI ORGANI DI GARANZIA
  5. LA COMMISSIONE POF
  6. IL PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
I PRINCIPI

ART.1 – LA SCUOLA E’ UNA COMUNITA’ FONDATA SULLA PARTECIPAZIONE

La comunità è formata da soggetti distinti e divisi per ruoli e competenze, ma accomunati dalle finalità. I soggetti della scuola-comunità sono: gli studenti, gli insegnanti, il personale direttivo, il personale ATA, i genitori. Ognuno dei soggetti ha propri rappresentanti negli organi scolastici. Ognuno dei soggetti concorre a realizzare la finalità della scuola-comunità, attraverso la partecipazione. Il raggiungimento del successo formativo degli studenti è la finalità che la scuola-comunità si propone. Il successo formativo è fondato sulla possibilità che gli studenti trovino nella scuola un ambiente accogliente e disponibile a rispondere ai loro bisogni di formazione e di crescita, sviluppando in loro la capacità di vivere in comunità, attraverso la partecipazione e l’esercizio di diritti e doveri condivisi. In questo senso l’IPSSART si qualifica come “scuola orientata agli studenti”.

ART.2 –  LA SCUOLA PROMUOVE IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA

I principi della cittadinanza sono stabiliti dalle norme costituzionali, che la scuola si impegna a diffondere e a promuovere. La formazione del cittadino è compito primario della scuola-comunità. Questo significa garantire, nel reciproco rispetto, libertà di pensiero, di espressione, di coscienza e di religione per tutti i soggetti della comunità. Rispetto delle identità dei singoli, delle differenze culturali, razziali, di genere sessuale.

A questo proposito:

  1. nel rapporto insegnante-studente non possono essere ammessi comportamenti o forme d’espressione che possano suscitare disagio nelle allieve e negli allievi, o possano risultare offensivi o discriminanti per l’identità sessuale, culturale, religiosa o razziale.
  2. gli spazi della scuola devono essere adeguati ai bisogni degli studenti. La scuola si impegna a garantire il diritto degli studenti ad uno spazio autogestito permanente. I locali della scuola sono aperti alle iniziative studentesche, purché realizzate nel rispetto delle responsabilità e delle convenienze.
  3. i diversi indirizzi di studio devono garantire pari opportunità e pari riconoscimento tra studentesse e studenti.
  4. nelle collaborazioni con strutture esterne, studentesse e studenti devono trovare garantite le stesse forme di rispetto dell’identità, che la scuola si impegna ad assicurare al proprio interno. In caso contrario la scuola si impegna a rifiutare tali collaborazioni
  5. nella programmazione va considerata e valorizzata la specificità delle identità culturali, religiose o razziali presenti in classe.
  6. la scuola si rende disponibile ad accogliere iniziative di singoli soggetti od enti che concorrano ad offrire agli studenti una corretta informazione circa le minoranze culturali  o a realizzare forme di integrazione e di multiculturalità
  7. la scuola si impegna a sostenere l’educazione ai valori della coscienza civile.
  8. essendo la scuola finalizzata all’educazione alla cittadinanza la scuola riconosce il diritto degli studenti all’organizzazione di manifestazioni che interessino la vita della comunità civile. Tali manifestazioni saranno tuttavia disciplinate da un codice di autoregolamentazione che il Comitato Studentesco sottoporrà al Consiglio di istituto.

ART.3 – LA SCUOLA PROMUOVE IL DIRITTO ALLO STUDIO

La scuola-comunità ha al proprio centro lo studente e ad esso è orientata. Lo studente è portatore di bisogni formativi a cui la scuola ha il compito di corrispondere attivamente. Pertanto le attività di programmazione, sia a livello di istituto, che di consiglio di classe, devono partire dall’analisi dei bisogni e delle capacità dei singoli. Una scuola orientata allo studente realizza la partecipazione studentesca in ogni sua attività di programma e di gestione. E’ compito della scuola prevenire la dispersione e l’abbandono scolastico, attraverso l’incremento della motivazione e il recupero costante, sistematico e verificabile delle situazioni di svantaggio.

Il diritto allo studio si realizza attraverso

  1. La diversificazione e la personalizzazione dell’offerta formativa.
  2. Lo sviluppo di modelli di didattica attiva.
  3. La partecipazione studentesca alla definizione dei programmi della quota nazionale e locale del curricolo. Pertanto in ogni gruppo di progetto, sia d’istituto, come di consiglio di classe, deve essere garantita la partecipazione studentesca, come degli altri soggetti della scuola-comunità. Questa partecipazione deve avvenire sia in fase progettuale, che di gestione e monitoraggio, e anche nelle eventuali relazioni con soggetti esterni alla scuola (incontri con enti o istituzioni coinvolti nel progetto) o presentazione al pubblico dei progetti.
  4. La libera attività di associazione studentesca e di iniziativa autogestita.
  5. La realizzazione di sistemi di valutazione condivisi e finalizzati all’autovalutazione. La valutazione delle prove orali deve essere esplicita e contestuale alla verifica. Non possono essere realizzate prove scritte prima che le precedenti  siano state corrette ed illustrate alle classi. I criteri di valutazione devono essere espliciti e condivisi dal consiglio di classe, soprattutto per ciò che riguarda le abilità di base (competenze e capacità). Tali criteri vanno individuati ad inizio anno e sarà compito di ogni insegnante inserirli nella propria programmazione modulare ed illustrarli alle classi. La programmazione deve contenere, per ogni modulo, l’esplicitazione chiara e comprensibile delle finalità e degli obiettivi, i tempi di realizzazione, la tipologia delle prove e la loro scansione.
  6. Il diritto allo studio si realizza attraverso il sostegno e il recupero degli svantaggi. Il recupero avviene ad inizio d’anno, dopo l’espletamento delle prove d’ingresso e ogni qual volta se ne manifesti la necessità. Gli strumenti individuati sono:
    1. recupero tramite fermo didattico
    2. B) programmi personalizzati
    3. sportello dello studente
    4. tutoring studentesco (sostegno studente-studente).
  7. Incentivazione degli alunni meritevoli

Gli studenti che abbiano ottenuto una media non inferiore a 8/10, o che abbiano ottenuto un giudizio di ottimo all’esame di terza media, possono chiedere l’esonero dal pagamento della tassa di iscrizione scolastica.

L’esonero può essere richiesto anche da alunni le cui condizioni economiche rientrino in quelle previste nell’articolo 23 della Legge 41/1986.

  1. Certificazione dei crediti formativi

Gli studenti partecipano alla definizione dei parametri per l’attribuzione dei crediti. A questo proposito la scuola istituisce una scheda personale che accompagnerà gli studenti dal primo al quinto anno, con l’indicazione del loro cammino formativo. La compilazione di tale schede sarà compito del coordinatore di classe.

  1. Rispetto della privacy

Le classi hanno  diritto di eleggere un  insegnante tutor presso il consiglio di classe, il cui compito è quello di recepire situazioni di disagio personale, di accertarsi della loro consistenza e di informarne il consiglio di classe, salvaguardando il diritto alla riservatezza della studentessa o dello studente. La scuola si impegna altresì ad avviare un servizio di supporto ai bisogni socio-affettivi, da realizzarsi in collaborazione con personale esterno qualificato.

  1. Gradimento dell’offerta formativa

La scuola riconosce il diritto degli studenti e dei genitori ad esprimersi sulla qualità dell’offerta formativa. La modalità individuata è quella di un questionario da somministrare alle classi, che dovrà consentire di verificare con fedeltà, chiarezza e trasparenza la valutazione degli studenti circa l’insieme dell’offerta formativa. I risultati dei questionari saranno valutati dalla Commissione POF e oggetto di riflessione sia dei consigli di classe, che del consiglio d’istituto, come del Comitato Studentesco e del Coordinamento dei genitori.

  1. Rapporti scuola-famiglia

I rapporti tra la scuola e le famiglie vengono garantiti attraverso i colloqui trimestrali o quadrimestrali  e  attraverso la disponibilità al colloquio settimanale secondo l’orario stabilito da ciascun docente. Le famiglie  sono inoltre chiamate a partecipare  alle scelte scolastiche attraverso la partecipazione agli organi collegiali.

La scuola inoltre dichiara il proprio intento di sviluppare forme tecnologicamente innovative di comunicazione scuola famiglia, per consentire lo scambio di informazioni in tempi rapidi ed efficaci.

  1. Trasparenza degli atti

Gli atti prodotti dalla scuola (verbali dei consigli di classe, collegio docenti, consiglio d’istituto, commissioni e gruppi di progetto) sono pubblici. Gli atti del consiglio d’istituto vengono affissi all’albo, quelli dei consigli di classe e dei docenti possono essere visionati su richiesta. Gli studenti hanno a disposizione una bacheca per diffondere informazioni o annunci.

  1. Pubblicità dei diritti e dell’offerta

All’atto dell’iscrizione ogni studente riceve copia del POF, del Regolamento e del Patto Educativo di Corresponsabilità.

  1. Accoglienza

L’attività di accoglienza deve vedere impegnati tutti i soggetti della scuola-comunità. Il personale ATA ha il compito di guidare la visita alla scuola e alle sue strutture. Gli studenti illustrano alle nuove classi le attività della scuola e gli organi studenteschi, presentando lo Statuto delle studentesse e degli studenti e il Regolamento d’istituto

  1. Formazione

La scuola promuove l’innovazione e lo sviluppo di didattiche attive di peer education. La scuola promuove la formazione per i rappresentanti di classe e d’istituto, per i tutor di istituto e di progetto.

ART. 4 – LA SCUOLA PROMUOVE L’ORIENTAMENTO E LA CONTINUITÀ DELLO STUDIO

  1. Scelta di indirizzo; classi seconde: stage professionale propedeutico alla scelta di indirizzo da svolgersi nella prima parte dell’anno
  2. Scelta post diploma: incontri con associazioni di categoria; incontri con docenti della Facoltà di Economia del Turismo; commissione mista insegnanti-ex studenti per l’orientamento; banca dati per il servizio di offerta lavoro della scuola. Monitoraggio delle situazioni lavorative post-diploma.
  3. La scuola promuove l’imprenditoria giovanile, attraverso il sostegno ad iniziative studentesche (associazioni, cooperative), che abbiamo come fine la gestione di attività offerte dalla scuola.

ART.5 – LA SCUOLA SI COSTITUISCE COME POLO DI OFFERTA FORMATIVA PER IL TERRITORIO

  1. La scuola riconosce come costitutiva la propria relazione al territorio. Tale relazione si realizza sia nella definizione dei progetti locali di curricolo, che nella partecipazione alle attività promosse nel territorio, che nell’offerta di servizi o opportunità formative e di aggiornamento ai cittadini.
  2. La scuola si impegna a rimuovere gli ostacoli  di carattere gestionale che ostacolino la realizzazione della relazione territoriale
GLI ORGANISMI STUDENTESCHI E DEI GENITORI

La costituzione degli organismi studenteschi e dei genitori è regolata dalle norme del DPR n.416/1974.

ASSEMBLEE DI CLASSE.

Gli studenti hanno diritto ad un’ora ogni due settimane autogestita da tenersi nell’orario curricolare. La richiesta, con l’indicazione chiara dell’ordine del giorno, deve essere inoltrata almeno due giorni prima al Dirigente scolastico e deve essere accompagnata dalla firma dell’insegnante che cede l’ora. L’assemblea di classe nella sua prima riunione dell’a.s. designa un insegnante referente alla privacy. I lavori delle assemblee di classe devono essere verbalizzati e firmati dai rappresentanti. È compito del Comitato Studentesco allestire e gestire l’archivio contenente le copie dei verbali delle assemblee di classe e d’istituto. Tale archivio sarà contenuto in un apposito armadio da collocarsi nell’aula autogestita.

RAPPRESENTANTI DI CLASSE.

Partecipano al consiglio di classe e al Comitato studentesco. Frequentano, dopo l’elezione, un corso di formazione, finanziato con i fondi DPR 567/1996.

RAPPRESENTANTI D’ISTITUTO.

Procedura dell’elezione:

  1. formazione delle liste sul programma scritto dal candidato o dall’associazione studentesca;
  2. corso di formazione per i candidati, finanziato con i fondi del DPR 567/1996;
  3. elezione di quattro rappresentanti d’istituto in occasione delle elezioni per il rinnovo annuale della componente studentesca del Consiglio di istituto.

COMITATO STUDENTESCO

È costituito dai rappresentanti degli studenti nei consigli di classe, in consiglio di istituto e nella consulta provinciale. Esprime pareri e formula proposte al Dirigente scolastico e al Consiglio d’Istituto sulla organizzazione della vita scolastica.

Si riunisce di norma una volta al mese sia su richiesta dei rappresentanti d’istituto o di almeno un terzo degli studenti, sia su convocazione diretta del Dirigente scolastico. Nomina un proprio presidente e un segretario verbalizzante. Gestisce l’archivio documentale delle assemblee studentesche.

COORDINAMENTO DEI GENITORI

È costituito dai genitori eletti nel consiglio d’istituto e da altri cinque genitori (uno per anno di corso) eletti dall’assemblea dei rappresentanti dei genitori, convocata dopo le elezioni dal Dirigente scolastico. I cinque genitori eletti sono i referenti dei rappresentanti dei genitori dello stesso anno di corso. Il Coordinamento elegge il proprio presidente ed organizza assemblee generali, riunioni per specifici argomenti, incontri con il Dirigente scolastico, con i Docenti e le Rappresentanze Studentesche.

CONSULTA PROVINCIALE

I due rappresentanti degli studenti eletti nel nostro istituto partecipano alle riunioni della Consulta provinciale degli studenti così come previsto dall’art.6 del D.P.R. 567/1996.

ASSEMBLEE D’ISTITUTO

  1. Gli studenti possono usufruire di un’assemblea d’Istituto al mese.
  2. Le modalità di convocazione e di funzionamento sono quelle indicate negli artt.13 e 14 del T.U./1994 (D.L.n.297/1994).
  3. L’assemblea, convocata in base ad un ordine del giorno scritto, nomina un segretario che ha il compito di verbalizzare i lavori.
  4. È compito del Comitato studentesco istituire e conservare un archivio con le copie dei verbali delle assemblee studentesche. I verbali sono pubblici.
GLI ORARI E I COMPORTAMENTI

ART. 1 – ORARIO DELLE LEZIONI

L’orario delle lezioni viene stabilito su indicazione del Collegio docenti in base a ragioni di opportunità didattica indicate dal POF e finalizzate a realizzare la flessibilità dei curricoli, in modo da promuovere forme di personalizzazione dell’offerta formativa. L’intervallo per la ricreazione e’ disciplinato da circolare del Dirigente scolastico.

ART. 2 – FREQUENZA DELLE LEZIONI

La frequenza e’ obbligatoria e ogni assenza deve essere giustificata sull’apposito libretto personale, dai genitori se l’alunno è minorenne, dallo stesso alunno se maggiorenne. I genitori degli alunni (inclusi quelli maggiorenni) che abbiano fatto registrare un notevole numero di assenze e/o ritardi dovranno essere informati.

ART. 3 – GIUSTIFICAZIONE DEI RITARDI E DELLE ASSENZE

I ritardi e le assenze degli alunni minorenni devono essere giustificate dai loro genitori o da chi esercita la potestà. a tal proposito l’uno o l’altro dei genitori dovrà personalmente ritirare presso la segreteria della scuola l’apposito libretto delle giustificazioni, ed entrambi, anche in momenti diversi dovranno depositare presso il medesimo ufficio la propria firma. E’ fatto obbligo allo studente di portare sempre con se il libretto delle giustificazioni. In caso di ripetute violazioni di tale obbligo saranno applicate sanzioni disciplinari.

Gli alunni maggiorenni hanno diritto all’autogiustificazione, ma il Dirigente scolastico ha facoltà di informare le famiglie nelle forme previste.

Gli alunni che siano rimasti assenti dalle lezioni anche per un solo giorno, se sprovvisti di regolare giustificazione potranno essere ammessi soltanto se il genitore, la mattina stessa, mettendosi in comunicazione con l’istituto conferma la giustificazione. Gli alunni dovranno giustificare l’assenza presentandosi all’insegnante della prima ora, il quale, se riscontra irregolarità dovrà astenersi dalla giustificazione per incaricarne il Dirigente scolastico o un suo delegato.

In caso di ritardo l’alunno può essere ammesso alla lezione solo dal Dirigente scolastico o da un suo delegato. Se il ritardo è superiore ai 10 minuti non potrà entrare se non all’inizio della 2° ora. Non è ammesso l’ingresso oltre la 2° ora, salvo che l’alunno sia accompagnato dai genitori, sia in possesso di giustificazione scritta dei genitori, o che il ritardo sia dovuto a cause( comprovate) non dipendenti dalla sua volontà.

Si allega, in calce,  al presente regolamento, di cui diviene parte integrante,  la normativa, già in vigore dall’anno scolastico 2012/2013, che regolamenta giustificazioni, ritardi, uscite anticipate, uscite dall’aula durante le lezioni e altri adempimenti.

ART. 4 – COMPORTAMENTO

  1. Ritenendosi adeguato alla professione il decoro nell’abbigliamento e la cura formale della persona, l’alunno è tenuto ad avere un abbigliamento consono nelle circostanze strettamente professionalizzanti (stage, visite a strutture, esercitazioni speciali). Questo principio vale per il modello professionale che la scuola intende promuovere e non per l’acquisizione di modelli di comportamento generali, per i quali valgono le regole del buon senso e della convenienza. Durante le esercitazioni gli studenti sono tenuti ad indossare la divisa. Lo stesso si dica per gli insegnanti.

2.Gli studenti sono tenuti ad avere un comportamento corretto verso tutti i soggetti che operano nella scuola, nel rispetto delle persone e delle cose.

ART.5 – SANZIONI DISCIPLINARI

Le sanzioni disciplinari devono essere personali. Nessuna sanzione connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. Le sanzioni devono avere finalità educativa.

Prima della decisione dell’organo competente all’irrogazione della sanzione (Dirigente scolastico, Consiglio di classe, Consiglio di istituto) l’alunno potrà esporre le proprie ragioni al Capo di Istituto, alla presenza dei soggetti che lo accusano della mancanza disciplinare. Qualora la sanzione venga effettivamente inflitta, il consiglio di classe può decidere che  essa sia convertita nella frequenza di un corso di “educazione alla cittadinanza” o in “attività a vantaggio della comunità scolastica”. In ambedue i casi si terrà conto della finalità riparatoria ed educativa della sanzione stessa, che deve tendere al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.
La frequenza del corso di “Educazione alla Cittadinanza”, da tenersi in orario pomeridiano, rivolta agli alunni che devono subire una sanzione disciplinare, dovrà essere votata a maggioranza dal Consiglio di Classe, in alternativa alle sanzioni già contemplate, dopo aver preso in considerazione la natura e le caratteristiche dei comportamenti sanzionati.

La commutazione di tale sanzione  non deve comportare, da parte dell’alunno punito, la perdita di alcuna ora di lezione. Il Dirigente scolastico indicherà il personale addetto alla sorveglianza dell’alunno durante l’attività sanzionatoria.

La tipologia delle sanzioni alternative varia a seconda della gravità dell’infrazione. Il principio comune è quello della prestazione di opere volte alla pubblica utilità. Nei casi A,B,C,D,E,F,G, più avanti descritti, la pubblica utilità è riferita alla comunità scolastica (pulizia aula, laboratori, attrezzature o altro, ricerche su temi collegati ai comportamenti puniti); nei casi H,I,L, la pubblica utilità va intesa in senso più ampio e impegnativo, ad esempio stabilendo forme di collaborazione con associazioni di volontariato.

I comportamenti vietati e le relative sanzioni sono i seguenti:

A)  Bestemmiare e/o usare espressioni scurrili o offensive

B)  Intrattenersi al di fuori della classe, senza autorizzazione, durante le ore di lezione.

C)   Fumare nei locali della scuola e delle sue pertinenze

D)  Tenere comportamenti non corretti verso tutti i soggetti che operano nella scuola o tenere comunque comportamenti non ispirati da buona fede durante la partecipazione alla vita scolastica, incluso l’utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici non consentiti all’interno della scuola, salvo i casi in cui questi comportamenti non implichino la commissione di reati (per questi ultimi si rientra nell’ipotesi di cui alle lettere L e M.)

E)   Comportamenti di bullismo nei confronti di altri alunni, messi in atto sia individualmente che in gruppo.

F)   Tenere comportamenti volti ad operare discriminazione nei confronti dei soggetti operanti nella scuola, per ragioni sessuali, di razza, di stato di salute, estrazione sociale, convinzioni religiose, morali o politiche.

H)  La reiterazione dei comportamenti puniti con ammonizione scritta comporta, al terzo episodio, la proposta al consiglio di classe della sanzione della sospensione fino a 3 giorni.

I)    Danneggiamento deliberato di cose o strutture.

L ) Commissione di reati che non violino la dignità e il rispetto della persona umana e che non determinino una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone.

  1. M) Commissione di reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana o che determinino una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone.
  1. N) Qualora i comportamenti di cui alla lettera L e M vengano ripetuti in modo da determinare seria apprensione a livello sociale e non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente durante l’a.s.
  1. O) Nei casi più gravi di quelli indicati al punto M e al ricorrere delle stesse condizioni.

La competenza per l’irrogazione delle sanzioni che non comportano alcun tipo di allontanamento dello studente dalla comunità scolastica è del Dirigente scolastico; delle sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni è del Consiglio di classe; delle sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni, oppure fino al termine delle lezioni, oppure che comportano l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la sua non ammissione all’esame di Stato è del Consiglio di istituto.

Nei casi di particolare gravità di cui ai punti H, I, L, M e N il Dirigente scolastico può disporre l’allontanamento in via cautelare dell’alunno responsabile fino alla convocazione straordinaria del consiglio di classe che dovrà adottare il provvedimento disciplinare definitivo. La sospensione dalle lezione, anche per un solo giorno, comporta l’esclusione dello studente dalla partecipazione a viaggi d’istruzione della durata di almeno un giorno.

Di ogni provvedimento disciplinare viene data tempestiva comunicazione alla famiglia.

Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, alla commissione di garanzia interna, che decide nel termine di dieci giorni. Qualora la commissione non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.

Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale decide in via definitiva sui reclami presentati da chiunque vi abbia interesse contro le decisioni della commissione di garanzia interna e contro le violazioni dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria (DPR 249/1998, modificato dal DPR 235/2007), previo parere vincolante dell’organo di garanzia regionale ivi costituito.

GLI ORGANI DI GARANZIA

ART. 1 – COMPOSIZIONE E NOMINA DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA INTERNA

La Commissione di garanzia interna, di durata annuale, è così composta:

Dirigente scolastico (che lo presiede di diritto), 1 docente designato dal Consiglio di istituto, 1 genitore, 1 studente. Il docente viene designato dal Consiglio di istituto nella prima seduta utile dell’a.s. di riferimento, insieme ad un membro supplente che gli subentrerà nel caso di cui al comma 3. Il rappresentante dei genitori e quello degli studenti vengono eletti dalle rispettive componenti in occasione delle elezioni annuali per il rinnovo degli organi collegiali.

La Commissione si riunisce validamente alla presenza della maggioranza dei suoi membri (sempre comprensiva del Dirigente scolastico che la presiede) e delibera con la maggioranza dei voti espressi dai presenti. L’eventuale astensione di qualcuno dei componenti pertanto non viene calcolata ai fini del raggiungimento del quorum di maggioranza. In caso di parità è decisivo il voto del presidente.

Nel caso in cui il docente componente della commissione sia parte in causa nel procedimento disciplinare oggetto del ricorso, sarà sostituito nei lavori dal supplente designato dal Consiglio di istituto.

Se invece della Commissione di garanzia fanno parte lo studente sanzionato o il suo genitore, essi sono tenuti ad astenersi in occasione della votazione finale.

La commissione di garanzia interna  ha le seguenti funzioni:

LA COMMISSIONE POF

ART.1 – COMMISSIONE POF

La commissione deve essere costituita all’inizio di ciascun anno scolastico ed è composta dal Dirigente scolastico, dai docenti funzioni strumentali e da altri 9 docenti designati dal Collegio Docenti, dai quattro studenti e dai quattro genitori rappresentanti di istituto, e da due rappresentanti del personale ATA individuati dal DSGA. Il suo compito è monitorare e migliorare la qualità dell’offerta formativa attraverso: analisi dei bisogni, valutazione del gradimento dell’offerta formativa, promozione dell’innovazione didattica e dell’ampliamento dell’offerta formativa, predisposizione del Piano dell’Offerta Formativa da proporre all’approvazione del Collegio Docenti. Limitata alla sola componente docenti, ha inoltre il compito di effettuare del lavoro istruttorio per l’individuazione dei docenti funzioni strumentali da parte del Collegio docenti.

IL PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ

  1. Parte integrante del presente Regolamento è il Patto Educativo di Corresponsabilità (PEC), il quale è finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.
  2. Contestualmente all’iscrizione alla scuola è richiesta la sottoscrizione, da parte dei genitori e degli studenti, del PEC dell’istituto.
  3. La sottoscrizione materiale del Patto Educativo di Corresponsabilità da parte di genitori e alunni avviene nelle prime due settimane di lezione, in occasione delle attività di accoglienza dei nuovi studenti e della presentazione del POF, del regolamento di istituto e del PEC.
  4. Il PEC è soggetto a revisione al termine di ogni a.s. da parte della Commissione POF. Le eventuali proposte di modifica avanzate dalla Commissione POF sono sottoposte al vaglio del Consiglio di istituto prima dell’inizio delle lezioni del nuovo a.s.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Roberta Galassi

NORMATIVA IN VIGORE DALL’A.S. 2012/2013

CIRCOLARE 16/12  DEL 15.9.12

USO  DEL  LIBRETTO DELLE GIUSTIFICAZIONI

MODALITA’ GIUSTIFICHE RITARDI

MODALITA’ GIUSTIFICHE ASSENZE

Ogni ritardo e assenza deve comunque essere trascritta sul libretto personale.

Non saranno ammessi più di due ritardi al mese. Al terzo ritardo gli alunni maggiorenni non saranno riammessi a scuola, risultando così assenti.

In caso di libretto terminato per eccessivo numero di assenze ( non motivate da ragioni di salute), smarrito o rovinato per incuria, la richiesta di un secondo libretto verrà evasa dall’ufficio di segreteria previo versamento sul c/c della scuola di euro 10.00.

MODALITA’ ACQUISTO MERENDE

Si ribadisce  la seguente modalità  per l’acquisto delle merende:

  1. All’inizio della prima ora di lezione ogni classe compilerà la lista delle merende che sarà consegnata al personale ATA;
  2. Solo dalle ore 11.00, non prima, un alunno per classe potrà scendere al piano terra per ritirare la busta  con quanto richiesto alla ditta fornitrice.
  3. Non sono consentite uscite individuali per l’acquisto della merenda.

OBBLIGO DELLA DIVISA

Si ricorda agli alunni l’obbligo della divisa nelle ore di laboratorio e per le lezioni di scienze motorie come stabilito dal regolamento d’istituto.

Gli studenti che ne saranno  sprovvisti dovranno rimanere in laboratorio, insieme alla classe, senza prendere parte all’attività e  saranno soggetti ad ammonizione che potrà concorrere alla valutazione finale della disciplina e della condotta.

I docenti ITP e di scienze motorie dovranno evitare situazioni di promiscuità tra alunni e alunne negli spogliatoi al momento di indossare o togliere le divise.

In particolare si ribadisce l’obbligo di:

  1. Abbigliamento consono alla frequenza di un istituto alberghiero (niente minigonne, pantaloni strappati o magliette troppo corte)
  2. Per i ragazzi: capelli ben curati e non colorati
  3. Per le ragazze: trucco non troppo marcato, unghie corte e non smaltate o con smalto trasparente
  4. Non portare piercing evidenti
  5. Non portare anelli e braccialetti

ALTRE DISPOSIZIONI

L’uso dell’ascensore è proibito agli studenti, fatte salve le eccezioni che saranno autorizzate per motivi particolari e fondati dal Dirigente o dai membri dell’ufficio di vicepresidenza e per gli studenti di sala, cucina, accoglienza turistica nello svolgimento del servizio di loro competenza.

  1. Gli studenti sono tenuti al puntuale rispetto delle scadenze amministrative che regolano la vita delle classi e in particolare alla presentazione entro i termini stabiliti di

L’inosservanza di tali scadenze rientra nel novero dei comportamenti passibili di sanzioni disciplinari.

  1. All’interno della sede centrale dell’Istituto è disposto il divieto di circolazione in auto dalle 8.05 alle 8.20; durante i 10 minuti della ricreazione e dalle 13.20 alle 13.30 ( o comunque in coincidenza dell’orario di uscita delle classi).

L’accesso  e la circolazione con motoveicoli, all’interno del cortile della sede centrale di San Paolo, è consentita esclusivamente al personale della scuola, ai genitori di alunni disabili, ai fornitori, ai mezzi di soccorso e agli operatori incaricati della manutenzione degli edifici scolastici.

Negli orari consentiti i mezzi devono procedere a passo d’uomo e con prudenza.

I parcheggi delle autovetture negli spazzi di pertinenza della scuola sono riservati agli insegnanti e al personale A.T.A..

I parcheggi non sono custoditi, pertanto la scuola, non assume responsabilità di alcun genere per eventuali furti o danni a carico dei mezzi medesimi.

Per l’accesso e il transito nel cortile della sede  succursale Spagna gli studenti ed il personale sono tenuti al rispetto del regolamento dell’Istituto Tecnico Professionale.

Il Dirigente Scolastico adotta le misure necessarie, anche di carattere restrittivo, per regolamentare il corretto utilizzo delle aree di pertinenza della scuola e per regolare la mobilità interna alle stesse, qualora si ravvisi pregiudizio per l’incolumità degli alunni.

 

 

Il Dirigente Scolastico

Roberta Galassi

 

 

 

Il  regolamento dell’Istituto è  stato prodotto da una Commissione paritetica, formata dai rappresentanti degli studenti, dei genitori, del personale docente e direttivo e del personale ATA.

La finalità del regolamento è quella di rendere praticabili i principi stabiliti dallo “Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”. Il regolamento è parte integrante del Piano di Offerta Formativo (POF), ovvero della Carta dei diritti e delle opportunità dell’Istituto.

Il regolamento si articola in quattro titoli:

  1. I principi
  2. Gli organismi studenteschi
  3. Gli orari e i comportamenti
  4. Gli organi di garanzia

Divise Professionali di Accoglienza Turistica [1]

Manuale di Comportamento dello Studente di Accoglienza Turistica [2]

Manuale di Comportamento dello Studente dei Servizi Commerciali per il Turismo [3]

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ [4]